Portogallo, Barcelos, agosto 2015

Mappa del mondo con bussola

L’autobus giallo e nero affronta la salita come una mula gravida. I passeggeri, premuti gli uni contro gli altri, formano un unico essere sudato e puzzolente; sei fortunato a trovare posto a sedere. Durante il tragitto ascolti senza volere le chiacchiere di una coppia di italiani. Parlano del loro “fantastico viaggio” in Portogallo, delle loro “splendide foto” e del loro matrimonio che organizzeranno appena tornati in Italia. In realtà parla solo lui, stringendo la Reflex al petto, carezzandola come un figlio. La ragazza annuisce ogni tanto, ma fatica a tenersi in equilibrio, spinta o premuta a ogni buca, a ogni curva. Porta un anello di fidanzamento con una pietra rossa enorme e luccicante.

Arrivati a Barcelos l’autobus stremato si adagia al lato di Campo da Repùblica. Le porte cedono accompagnate dal rantolio delle sospensioni e i passeggeri fuoriescono nella piazza.

Scendi velocemente. Sul marciapiede vedi il ragazzo italiano tamburellare col piede sul selciato, in attesa. La ragazza esce per ultima, incapace di farsi strada tra la folla.

«Tesoro quanto ci metti? Andiamo! Andiamo o ci perderemo il mercato» dice tenendo la Reflex con la destra e trascinandosi la ragazza con la sinistra. Scompaiono in pochi secondi.

Osservi la piazza: è un'unica fiera gigantesca, un labirinto in movimento. I banchi straripano di biancheria ricamata, ceste di vimini di ogni dimensione, vasi e teglie di terracotta decorata. Il verde dei fichi e delle mele, il viola delle prugne e dell’uva, a terra sacchi di cipolle e mazzi di aglio giganteschi.

Girovagando in quell’atmosfera allegra rivedi i due italiani: lui fotografa ogni prodotto esposto, esaurite le angolazioni si sposta verso l'oggetto successivo trascinando la ragazza. Passa da una schedatura esaustiva degli zoccoli di legno a un reportage sugli innaffiatoi di latta dipinti a fiori. Poi si addentrano nel fitto delle bancherelle, lui con passo sicuro, lei arrancando.

Voltandoti vedi che al banco alla tua sinistra vendono galline nere. Le hanno disposte nelle cassette di legno, sono vive, ma non possono muoversi, le zampe sono legate assieme da lacci rossi. Sembra che non abbiano più nemmeno il desiderio di reagire: si abbandonano all’inerzia guardando gli umani passare.

Mentre le osservi, un uomo dalla pancia prominente si avvicina e contratta con il venditore. Afferrata una delle galline per le zampe se la porta via sottosopra, scomparendo a sua volta per il mercato.

Torni a immergerti nel chiasso, tra le bancarelle.

Quando
Agosto
2015