Francia, Parigi, aprile 2001

Strade di Montmartre di notte

Il sacchetto delle bombolette sta appoggiato dietro la porta, sulla moquette della stanza.

«Passami il verde» dici con la testa infilata nel lavandino.

C’è anche blu, rosso e arancione. Una bomboletta per uno. Dalla finestra, con l’asciugamano appoggiato sulle spalle, vedi accendersi i primi lampioni di Boulevard de Rochechouart e gli artisti di strada che rimettono a posto gli strumenti.

Ti tocchi la punta dei capelli: «Siete sicuri che poi va via a lavarlo? È come gesso».
Quando chiudete la porta, le pareti del bagno sembrano quelle di una carrozzeria.
Uscite: tutti maggiorenni, tutti responsabili. Camminate in mezzo a donne che tornano a casa con i sacchi della spesa, uomini che guardano l’orologio, e ragazzi seduti su panchine e marciapiedi; uno di loro, con un giubbotto scamosciato e le treccine, vi ferma per offrirvi del fumo giallastro e friabile, ma non avete i soldi.
Puntate verso Montmartre: è giovedì sera e non c'è un cazzo di nessuno. Ci siete voi, coi cappotti troppo larghi da sfigati, i capelli lunghi colorati con lo spray da cinquemila lire, le vostre ombre che vi precedono e i vostri passi che rimbombano sulla strada di sampietrini. Arrivate alla basilica del Sacro Cuore: sembra fatta per stare nelle palline di vetro con la neve finta, e di notte è un faro sulla collina. Vi affacciate, vi trovate davanti il tappeto di luci pulsanti della città e in fondo il puntino della torre Eiffel. Uno di voi fa le foto, gli altri non sanno cosa dire.
Vi avvicina un signore:
«Italiens? Sì?»
Ha in mano un paio di forbici e dei rettangoli di carta nera. Inizia a ritagliarli, mentre vi osserva. Fa le silhouette dei vostri visi, le mette in delle bustine di plastica e ve ne dà una per uno.
«Non abbiamo soldi».
«No, no, niente soldi. Vi piace Paris?».
«Un po' vuota, magari…».
«Oh, Paris, Paris, c'est classé! Classé!».
«Ma un posto dove potremmo andare? Locali, cose così?».
«C'est classé, classé. Girate! Camminate! Allez!». Gesticola con le mani, come per scacciarvi, ma sorride.
Non sapendo cosa fare, scendete dalla collina, ognuno con in mano la sua ombra di carta, ognuno con in testa un colore diverso. Non avete idea di dove stiate andando.

Quando
Aprile
2001