Malesia, Pulau Redang, agosto 2014

scimmia arrabbiata

«Strade? No strade».

«Per andare altra parte di isola?».

«Fare giro spiaggia. Trattore porta turisti. Due volte giorno».

«E attraversare giungla piedi, si può? C’è sentiero? Quanto ci vuole?».

«No sentiero. Cavi elettrici, seguire. Una ora, altra parte».

Vi siete parlati in inglese stentato e bahasa malese, perciò non puoi garantire sui contenuti. Ma finché riesci a seguire i cavi elettrici (un tubo di plastica rosso semi-inghiottito dalla vegetazione) ti senti relativamente sicuro. Sei capace di trovare una pista nel bosco, da piccolo hai fatto un sacco di campeggio. Ma la giungla è un’altra cosa: caldo da svenire, zanzare-elicottero, tutto umido, tutto scivoloso. E scricchiolii, versi, rami che si spezzano, foglie che frusciano. La giungla è viva. Senti animali muoversi rapidi a un passo da te, nascosti nella vegetazione. A ogni rumore ti aspetti che sbuchi una tigre o un velociraptor del cazzo.

Cerchi le scimmie, vuoi vederle dal vivo. Scimmie vere, mica quelle di Kuala Lumpur, che attraversano sulle strisce e mangiano le patatine fritte dai cassonetti. Vuoi fotografarle nel loro ambiente. Dopo diversi minuti, le trovi: c’è un albero cresciuto di traverso su una pozza d’acqua, le scimmie emergono dalla pozza e si arrampicano sul tronco. Sono cuccioli, fanno un gran casino, si spintonano e si azzuffano per raggiungere i rami più alti. Poi si tuffano a bomba nella pozza. Un acquapark scimmiesco.

Appoggi lo zaino per cercare la macchina fotografica. Dagli alberi intorno arrivano grida più forti. I piccoli escono dalla pozza per nascondersi. Guardi nel mirino, cercando la tua preda tra le foglie. Le grida aumentano. Alle tue spalle senti dei movimenti, gli adulti si stanno avvicinando a difesa del territorio. Rimetti lo zaino in spalla, con l’indice pronto sul pulsante di scatto. Ed eccolo là, a terra: il capobranco. Un macaco a coda lunga. Sta a dieci passi da te, ti guarda fisso e scopre i denti. Inquadri e giri la ghiera per mettere a fuoco. Il macaco scatta in avanti. Fuggi così veloce che ti dimentichi di premere il bottone.

Quando
Agosto
2014

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